Museo Civico Archeologico e di Scienze Naturali Federico Eusebio

Introduzione

Il Museo viene fondato nel 1897 dall’archeologo Federico Eusebio.
Nasce come raccolta storico-archeologica di reperti di origine preistorica e romana, rinvenuti nel sottosuolo della città di Alba e dintorni.

Le sezioni di geo-paleontologia, zoologia e botanica sono state create nel 1976.

La città di Alba si dota, pertanto, di un museo in grado di offrire al visitatore la testimonianza del divenire storico e dei mutamenti ambientali del proprio territorio.

Nel 2001 la sezione archeologica si arricchisce di ulteriori reperti forniti dalla Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio del Piemonte, con conseguente rinnovo degli allestimenti.

Si stima che i reperti esposti al pubblico siano soltanto il 5% dell’intero patrimonio museale.
I reperti esposti nelle vetrine e i relativi pannelli esplicativi vengono aggiornati quando necessario.

Le ricche collezioni di fossili, animali e vegetali, ordinate in appositi mobili custoditi nei magazzini, sono a disposizione degli studiosi.

Il patrimonio museale viene costantemente incrementato con reperti provenienti da scavi archeologici e ricerche naturalistiche sul territorio.

Il percorso naturalistico del museo è introdotto da due impronte fossili di una grande foglia (cm 130 x 150) della palma Sabal major, al centro della quale è fossilizzato il pesce Alosa elongata.
Questo straordinario reperto, estratto dalle Marne di Sant'Agata nei pressi di Roddi, testimonia il clima caldo delle passate epoche geologiche, quando la terra albese era bagnata dalle acque del Golfo Padano, sulle cui sponde cresceva una lussureggiante vegetazione subtropicale.

Collezioni

Geologia: Sala Carlo Sturani
Nella sala di geo-paleontologia, dedicata al paleontologo Carlo Sturani, vengono mostrati ai visitatori:

  • la stratigrafia dell'albese;
  • la sua storia geologica;
  • fossili del territorio, tra cui campioni del Miocene di foglie, libellule, pesci sciabola e pesci ago, tartarughe, denti di squalo, granchi e foraminiferi e resti del proboscidato Anancus arvernensis, provenienti dal Complesso Villafranchiano di Montà.

Al centro della sala, due vetrine ospitano campioni di minerali delle vallate cuneesi, dalle Alpi Cozie meridionali alle Alpi Marittime, che costituiscono parte fondamentale della collezione mineralogica topografica Gian Paolo Piccoli.

Sala dei Grandi Mammiferi Fossili dell’albese
Questa sala ospita i seguenti straordinari reperti:

  • la balenottera Albacetus salvifactus, specie nuova per la scienza, risalente a 8,5 milioni di anni;
  • i resti di un proboscidato "Platybelodon", risalenti a circa 5,5 milioni di anni. Seppure ancora da studiare approfonditamente, sembra essere nuovo per la scienza;
  • un femore del proboscidato Anancus arvernensis, risalente a 2,5 milioni di anni fa.

Sala della fauna fossile del Messiniano post-evaporitico
In questa sono esposte e descritte specie di animali che vivevano nell’area geografica albese al termine del Messiniano, durante la fase post-evaporitica, circa 5,5 milioni di anni fa.
Nella sala è esposta, inoltre, la ricostruzione di una parte dello scavo del proboscidato "Platybelodon".

Zoologia: Sala di Zoologia
Nella sala di zoologia sono presenti pesci, molluschi terrestri e dulcicoli, anfibi, rettili e mammiferi.
Un centinaio di uccelli sono disposti in una scenografica vetrina lunga dieci metri.
Nelle quattro vetrine centrali, 56 scatole entomologiche propongono una parte della collezione di insetti, composta da oltre 20.000 esemplari appartenenti a più di 2.500 specie.

Botanica: Sala Giacinto Abbà
Il Museo ospita un erbario con oltre 11.000 esemplari raccolti da Giacinto Abbà, un religioso che tra il 1965 e il 1998 studiò la flora del Piemonte, delle Langhe in particolare. I risultati delle sue indagini sono compendiati in un catalogo pubblicato a cura del Museo Regionale di Scienze Naturali di Torino.
L'erbario del museo di Alba è registrato nell'Index Herbariorum, che fornisce un elenco globale degli erbari e del loro staff.

Archeologia
Alba rappresenta un caso unico nell'Italia nord-occidentale per l'alta concentrazione di siti di epoca pre-protostorica che hanno restituito resti umani e testimonianze di cultura materiale.
L’età classica è rappresentata da innumerevoli reperti archeologici provenienti dalla città romana di Alba Pompeia e dal territorio limitrofo.

Antropologia
La Sezione costituisce un Centro di Paleopatologia che conserva e studia i resti umani antichi provenienti dagli scavi albesi.

Biblioteca

La Biblioteca del Museo contiene circa 2.000 volumi dedicati all'archeologia, alla storia e alle scienze naturali.

I libri possono essere consultati in Museo durante l’orario di apertura. Non è previsto il prestito.

La Biblioteca aderisce al Polo regionale Piemonte (Polo TO0) tramite il Sistema Bibliotecario delle Langhe.
I volumi sono catalogati sulla piattaforma del Servizio Bibliotecario Nazionale (SBN Web).

Attività

Il Museo offre:

  • attività didattica per gli alunni delle scuole;
  • mostre temporanee, conferenze e incontri;
  • collaborazioni con i musei di Bra, Carmagnola e Vezza d'Alba e con istituzioni culturali quali l’Associazione Amici del Museo Federico Eusebio e la Società Italiana di Malacologia (S.I.M.) Sezione Piemonte, entrambe con sede presso il Museo.
    Il Museo è tra i fondatori dell'Associazione Naturalistica Piemontese nel 1980;
  • attività di ricerca svolta da conservatori e ricercatori volontari;
  • attività editoriale, con cui vengono pubblicati i risultati delle attività di ricerca del Museo.
    Le sezioni naturalistiche del Museo rappresentano un centro di ricerca e un polo culturale di primaria importanza nel contesto regionale.
    Il Museo è coeditore, insieme ai musei civici di Storia Naturale di Carmagnola e di Bra, della Rivista Piemontese di Storia Naturale.

Visite virtuali, video e webinar

  • Vivere il Museo. Fossili al Museo. (web YouTube)
  • Vivere il Museo. Quando i collezionisti incontrano il museo. (web YouTube)
  • Il Museo in tre minuti. Fossili del Messiniano (web YouTube).

Vetrina per minerali e rocce

Vista parziale della Sala di geologia. Sulla destra: le due vetrine con i minerali delle vallate cuneesi
Vetrina dei minerali

Vetrina per i fossili

Impronta e controimpronta del pesce <i>Alosa elongata</i> | Messiniano inferiore | Roddi (CN)
Pesce di profondità <i>Lampanyctus licatae</i> | Messiniano inferiore | Roddi (CN) | In questa ittiolite si riconoscono i fotofori, come punti scuri, e l'otolite biancastra, situata dietro l'orbita oculare
<i>Syngnathus albyi</i>, pesce ago | Messiniano inferiore | Roddi (CN)
Porzione destra del neurocranio del cetaceo misticete <i>Albacetus salvifactus</i> | Circa 8,5 milioni di anni fa, nel Tortoniano superiore | Alba (CN)
Porzione lunga circa 10 cm del piastrone di <i>Trionix cf. pliopedemontanus</i>, testuggine palustre

Quante cose si possono imparare sul mondo naturale? Scoprilo al Museo Regionale di Scienze Naturali!